Con la costante crescita della popolazione, sta emergendo sempre di più il fallimento dell’attuale sistema di produzione alimentare, che sta causando gravi crisi ambientali e sociali.

La necessita di una transizione verso modelli alimentari più sostenibili, in grado di sfamare le persone senza distruggere il pianeta ci permetterà di mantenere alto il livello di benessere e salute della popolazione, nonché preservare il paradiso terrestre su cui viviamo, per dare l’opportunità ai nostri figli e ai figli dei nostri figli di beneficiarne.

L’impatto dell’alimentazione industriale

Nel rapporto intitolato “Cities and circular economy for food” redatto dalla Ellen MacArthur Foundation, vengono riportati numeri catastrofici, entro il 2050 cinque milione di persone all’anno potrebbero morire a causa di problemi creati dalla produzione alimentare industriale.

Per ogni euro speso in cibo a basso valore nutrizionale, la società ne paga due in costi sanitari, ambientali ed ecologici.

Vogliamo veramente lasciare questo in eredità alle future generazioni?!

Gli allevamenti e l’agricoltura intensivi stanno sovrastrutturando da decenni le risorse naturali, facendoci consumare, indirettamente, una grande quantità di veleni, come i pesticidi e gli antibiotici usati senza criterio negli allevamenti. Causando inoltre deforestazione e emissioni di enormi quantità di gas a effetto serra.

In futuro il cibo verrà consumato per l’80% nelle città, per cui è da qui che deve partire l’economia circolare del cibo, prevedendo una drastica riduzione degli sprechi alimentari, il riuso dei sottoposti alimentari e una produzione di cibo in grado di rigenerare i sistemi naturali.

Tre proposte per farla decollare:

Per rendere possibile questo cambiamento dobbiamo iniziare da queste tre chiamate all’azione:

1.Cibo prodotto in modo rigenerativo e locale

Abbandono di fertilizzanti sintetici in favore di quelli organici, rotazione e aumento della variazione delle colture per favorire l’incremento della biodiversità. Esempi di queste pratiche agricole benefiche per l’ambiente sono l’agroecologia, l’agroforestazione, l’agricoltura conservativa e la permacoltura. E qui pure tu puoi fare qualcosa di concreto, premiando il lavoro dei produttori che adottano queste tecniche sostenibili e preferire cibi prodotti nelle aree periurbane (entro 20 km dalle città).

2.Ottenere il massimo dal cibo

Garantire che tutti i sottoprodotti del cibo siano utilizzando al meglio, utilizzandoli ad esempio come fertilizzanti, evitare che il cibo in eccesso venga smaltito, ridistribuendolo per aiutare a combattere l’insicurezza alimentare. Diamo valore alle materie prime alimentari!

3.Progettare e commercializzare alimenti più sani

Il marketing alimentare deve farla da padrona promuovendo alimenti prodotti in maniera sana, enfatizzando, ad esempio, l’importanza della riduzione del consumo di carne in favore di proteine vegetali, la cui produzione ha un impatto ambientale molto più contenuto ma un sapore e un valore nutrizionale altrettanto valido.

Abbiamo poco tempo, dobbiamo agire ora, e tu quando vuoi iniziare?